Nelle ultime settimane abbiamo raccontato alcune eccellenze (in negativo e in positivo) della comunicazione al tempo del lockdown… e adesso, cosa sta accadendo nella Fase 2?

Non possiamo negare che alla base di tutto ci siano eventi improvvisi e decisioni indipendenti dalla volontà del singolo. E le riaperture – anche solo parziali – implicano spesso cambiamenti importanti e tempi di adattamento più o meno lunghi: delle strutture, delle modalità lavorative, degli orari e, non dimentichiamolo, delle persone… perché le abitudini individuali non sono più identiche a prima.

Ma – lo abbiamo capito – stare fermi NON è la soluzione!

Il settore della ristorazione è stato il primo ad avere delle possibilità di adattarsi allo status quo, attraverso lo strumento delle consegne a domicilio: non sempre attuabile, non sempre conveniente per il gestore, ha però tracciato una prima strada per comprendere alcune opportunità (in parte già esistenti, in parte in fase di sviluppo o da sviluppare).

La vostra attività può essere “consegnata a casa”?

E non parliamo solo di merci, ma anche di consulenze, corsi di formazione, e tutto quello che riguarda beni immateriali (ma non per questo meno preziosi).

Se sì, ci sono una serie di domande a cui dovreste rispondere (e a cui possiamo provare a rispondere insieme).

  • Avete bisogno di nuovi strumenti e procedure oppure potenzialmente potreste già essere pronti a partire?
  • Avete i mezzi per farvi conoscere (sito internet e social network in primis, ma anche landing page aggiornate) anche al di fuori di una cerchia fisicamente limitata?
  • Potete già vendere online tramite e-commerce o altri strumenti?
  • Sapete già utilizzare strumenti che vi consentirebbero di azzerare le distanze con i vostri clienti e potenziali clienti (chat e videochat, customer care online, attivazione di eventuali bot per le prime risposte)?
  • Quanto vi costerebbe apportare dei cambiamenti?
  • Quanto può essere a vostro carico e quanto può ricadere sull’utente finale (e come)?

L’online non è LA soluzione a tutto, è un ottimo punto di partenza: a prescindere dalla Fase 2 (e da riaperture più o meno parziali), vi permette di ampliare la gamma di possibilità e proposte offerte ai vostri clienti, aprire nuovi canali di contatto, curare con maggiore attenzione chi già si rivolge a voi e raggiungere potenzialmente persone nuove.

E se la vostra attività per ora è ancora ferma, non lo deve essere anche la vostra comunicazione!

Anzi, è il momento in cui dovreste comunicare di più.

Voi sentite la mancanza dei vostri clienti, ma anche loro sentono la vostra, non dimenticatelo.

Non fateli sentire soli, fategli sapere che ci siete (anche se a distanza), che pensate a loro, che non vedete l’ora di rivederli.

Comunicate direttamente con chi già conoscete (se avete raccolto i loro dati in modo opportuno e rispettoso del GDPR), gli strumenti sono tanti: dalle newsletter alle chat business di Whatsapp passando per le care, vecchie telefonate.

spiagge vuote riapertura coronavirus fase 2

Vi faccio un esempio personale: da circa 65 anni mia nonna trascorre una settimana di giugno nella stessa località turistica. O meglio, nello stesso hotel della stessa località turistica (e, per essere precisi, da 30 anni chiede/pretende la stessa stanza). Per lei quella settimana è preziosa, e i gestori lo sanno: la accolgono ogni volta come se fosse la cliente più importante dell’intera stagione.

Quest’anno è difficile capire se ci sarà una “stagione turistica” e come sarà strutturata, eppure non si sono dimenticati di lei: l’hanno chiamata (con lei sarebbe impossibile avviare una conversazione virtuale), hanno chiacchierato con lei, le hanno chiesto come stava (domanda niente affatto scontata in questo periodo, in particolare parlando con una persona di una certa età… non posso dire “anziana” altrimenti mia nonna mi toglie il saluto). Pochi minuti che non avevano nulla di strettamente commerciale: non hanno cercato di venderle niente, si sono solo preoccupati per lei… come fanno da 65 anni.

E per raggiungere (potenziali) nuovi clienti?

Ne parliamo nella prossima puntata…

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