I 600€ dell’INPS

Se siete titolari di una partita IVA / lavoratori autonomi e siete iscritti alla gestione separata INPS (come noi) oggi probabilmente siete tra le centinaia di migliaia di persone che stanno cercando di richiedere i famosi (famigerati) 600 euro cercando di entrare in modo forsennato nel sito dell’INPS.

La procedura per richiedere il contributo Indennità Covid-19

 

Poco prima che pubblicassimo questo pezzo, è giunta la notizia che saranno create delle fasce orarie: dalle 8 alle 16 per patronati e consulenti e dalle 16 per i cittadini.

 

Le procedure sono (più o meno) note, ma facciamo un piccolo riepilogo:

  1. la richiesta deve essere fatta solo tramite il portale ufficiale dell’INPS, a partire da oggi (1 aprile);
  2. non c’è un Click Day, quindi non è esattamente una gara a chi arriva prima (e, viste le ovvie difficoltà di accesso per sovraccarico dei server, è un’ottima notizia) anche se alcune circolari parlano di un possibile ordine di arrivo previa verifica dei requisiti;
  3. per compilare la domanda, bisogna essere in possesso del PIN dell’INPS (è possibile richiedere anche un PIN semplificato nel momento in cui si accede, ma viste le difficoltà potrebbe essere complesso ottenerlo a breve termine… armatevi/armiamoci di pazienza) OPPURE dello SPID di secondo livello (è la soluzione che ha adottato ciascuno di noi Concentrici, e poi vi spiegheremo perché) OPPURE del CNS (Carta Nazionale dei Servizi, una sorta di certificato digitale di certificazione rilasciato dalle Camere di Commercio) OPPURE della carta d’identità elettronica 3.0. Sono tutti strumenti che consentono di certificare la vostra “identità online” in modo immediato e sicuro (sia nel caso di CNS che di carta d’identità elettronica servono anche un lettore e il relativo driver installato sul PC);
  4. ricordatevi comunque di tenere a portata di mano codice fiscale e IBAN;
  5. loggarsi entrando su MyInps (in alto a destra);
  6. in home page, cliccare sul banner dedicato al BONUS 600 EURO, a destra del grande banner centrale DECRETO CURA;
  7. nella pagina dedicata, compare un menù sulla sinistra in cui è possibile inoltrare la richiesta;
  8. le pagine possono avere tempi di caricamento molto lenti o possono comparire codici html (durante i vari passaggi non vanno riaggiornate);
  9. dopo aver inserito telefono ed e-mail, compare un menù a tendina. Le partite IVA con gestione separata devono cliccare su “professionisti e lavoratori con contratti di collaborazione continuativa”;
  10. nel sottomenù, selezionare “professionisti con partita IVA iscritti alla gestione separata INPS”;
  11. a quel punto, viene richiesto l’IBAN;
  12. prima di chiudere la pagina, attendere la schermata “stampa la ricevuta”.

Se la ricevuta presenta solo alcuni dati (i tre campi relativi a codice fiscale, identificativo domanda e data presentazione) non è un pessimo pesce d’Aprile: effettivamente viene rilasciata così – almeno in queste ore – e i dati sono sufficienti per collegare a voi la richiesta in modo univoco.

Chi è riuscito a richiedere il Bonus Partite IVA oggi, 1° aprile 2020?

Non sappiamo se nelle prossime ore o giorni ci saranno ulteriori modifiche, ovviamente. Se ve lo state chiedendo: noi non ci siamo ancora riusciti, abbiamo raccolto le informazioni qui sopra mettendo insieme le indicazioni presenti nei siti ufficiali, i suggerimenti dei nostri commercialisti, le esperienze dirette di professionisti che conosciamo.

C’è chi tra noi tre è riuscito ad arrivare solo al banner, chi ad accedere, ma alla fine ci siamo scontrati tutti con lo scoglio “Il servizio non è al momento disponibile”. Quindi, cosa possiamo fare? Aspettare, ricordando il punto 2 qui sopra.

01.04.2020: il sito INPS temporaneamente non disponibile durante l’ondata di richieste per il BONUS partite IVA (Decreto Cura Italia)

Perché scegliere lo SPID?

Ah, perché abbiamo scelto lo SPID?

Attivazione gratuita

In questi giorni, è possibile attivare lo SPID gratuitamente e senza muoversi da casa (almeno per i provider che consentono l’autenticazione via webcam). Alcuni gestori, considerando l’eccezionalità del momento, mettono a disposizione senza costi anche la richiesta di riconoscimento via webcam (potete verificare con le singole compagnie, sono abbastanza reattive soprattutto via Twitter). I tempi sono più o meno rapidi (da qualche ora a qualche giorno per completare l’autenticazione) e i servizi offerti i più vari. Lo SPID deve avere almeno un’autenticazione di secondo livello (quindi oltre al PIN, all’accesso viene richiesto un codice, di solito generato da un token analogo a quello dell’home banking). È un sistema legato a nome utente e password scelti da voi e con un token (o sistema analogo) che genera codici accessibili solo a voi. La password INPS, per esempio, deve essere cambiata ogni 6 mesi altrimenti “scade” (in questi giorni è naturalmente possibile richiedere sul sito INPS di generare una nuova password seguendo le procedure indicate, ma – viste le difficoltà di accesso al sito – potrebbe essere un po’ più difficile).

Uno SPID, numerosi servizi

Lo SPID permette di accedere anche a una serie di servizi pubblici e privati, come i siti dei Comuni o del Sistema Sanitario (e non solo). Una comodità notevole, non potendo muoverci da casa!

 


Consigli da freelance a freelance

Una piccola, ma doverosa, nota di servizio: noi ci occupiamo di comunicazione, non siamo dei consulenti fiscali. Questo è un piccolo vademecum per orientarsi in una procedura che potrebbe sembrare macchinosa, con qualche indicazione che crediamo potrebbe aiutare chi si trova nella nostra stessa situazione. Chiaramente se avete dei dubbi, se non sapete se la vostra categoria ha diritto alla richiesta, se non avete tutti i dati per accedere ma magari il vostro commercialista sì, confrontatevi con i professionisti a cui vi rivolgete abitualmente (studi di commercialisti in primis, perché loro conoscono la vostra situazione personale in modo dettagliato). Online ci sono informazioni utilissime per orientarsi, ma si tratta pur sempre di cose delicate.

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